L’ispirazione

L’ispirazione produce risultati d’eccezione solo quando è unita a una buona dose di olio di gomito.

Non è sempre facile essere costanti, se qualcuno pensa che scrivere non è faticoso perchè non è propriamente un lavoro manuale, dove impieghi una valanga di energie ed utilizzi tutti i sensi, si sbaglia!

Scrivere è faticosissimo, è vero, per la maggior parte del tempo te ne stai seduto a spremere le meningi ma non è solo questo, dove trovi l’ispirazione?? Guardandoti intorno, sviluppando i cinque sensi al massimo per poter descrivere al meglio ai lettori (coloro che con l’immaginazione vengono trasportati in un altro luogo e in milioni di situazioni) quello che con tanto olio di gomito hai spremuto dalle meningi.

Per essere eccezionale deve essere anzitutto un piacere per lo scrittore, altrimenti tanta fatica produrrà poco interesse. Per scrivere è necessario studiare, informarsi, leggere, camminare, spesso girare per le vie del mondo, perchè ciò che si scrive è veritiero, di fantasia ma deve essere attendibile.

 

 

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Ritornare a scrivere

Ritorno a scrivere, dopo un lungo periodo buio, ed è una bella sensazione.

La vita ci riserva belle e brutte esperienze, tragedie che ti portano ad una depressione senza che uno se ne accorga ed è difficile portare il peso della propria croce, poi giorno dopo giorno, grazie all’aiuto della persona che ami, che ti sta accanto con pazienza e senza chiedere nulla, ti risollevi per camminare lungo il cammino della vita, sempre con la tua croce sulle spalle ma la senti meno pesante.

E’ molto probabile che nessuno leggerà questo post o forse molto pochi ma il semplice fatto di ritornare ad essere in grado di pensare e scrivere, rende le mie giornate meno lugubri, ora, è come trovare un amico con il quale sfogarsi raccontando le perplessità, le difficoltà, è sempre più difficile trovare qualcuno che ti ascolta.

A chi seguirà questo mio blog, buona lettura e se volete fare commenti, vi aspetto per un confronto.

 

 

E’ l’amore che ci cambia

Prima di incontrare l’amore, sogni e speri di incontrarlo, quello che ti fa perdere la testa e ti gonfia il cuore di felicità e che duri per sempre.

L’amore ci cambia, sempre in meglio, ci guida il cammino in modo diverso, ci fa comprendere le cose importanti, ci fa prendere le decisioni giuste, così da non avere rammarichi; guida il tuo destino senza che tu te ne accorgi, lascia il segno nelle persone che ami, che incontri, la solarità che hai nel cuore lo percepiscono le persone che incontri sul tuo cammino.

Chi rincorre la carriera, il benessere, un giorno farà un bilancio della propria vita e si troverà solo, con tanti rammarichi, scoprendo che il potere ti lascia un vuoto immenso nel cuore e un vuoto immenso nel tuo cerchio di vita, non trovando persona alcuna pronta ad aiutarti nel momento del bisogno.

L’amore ti dà la possibilità di affrontare la tristezza di alcuni momenti, lo sconforto, le difficoltà, le malattie, i dissapori, ma avere qualcuno accanto che ti accompagna nel viaggio con la stessa intensità d’amore, vince ogni tragedia, troverai sempre una luce anche in un tunnel.

Questo pensiero lo dedico a mio padre, ora non c’è più, che ho voluto bene silenziosamente, lui che ha affrontato un tumore ma mi ha dato il coraggio di  accompagnarlo fino al suo ultimo respiro, il mio amore incondizionato di figlia, ricorda quegli insegnamenti ricevuti e la sua forza nell’affrontare la malattia senza chiedere, pur sapendo di trovare i propri figli accanto nel momento del bisogno, anche se qualche volta ci sono stati incomprensioni, il mio cuore non ti scorderà mai, papà.

Ringrazio il Signore che mi ha fatto incontrare l’amore, mio marito, una luce sempre viva, che mi accompagna ogni giorno, l’amore ci cambia e ci migliora, rende la vita degna di essere vissuta.

11 Settembre ed immigrazione

Oggi 11-08-2018, tutti ricordano l’attentanto alle Torri Gemelle a New York,

Anch’io ricordo bene quel giorno drammatico che ha cambiato la vita di tutti nel mondo, al quel tempo era un fatto assurdo ed inconcepibile, e la parola attentato era un vocabolo inusuale; ora a 17 anni di distanza, la parola “attentato” è all’ordine del giorno.

Le guerre continuano ad esserci, con le sue atrocità, la gente scappa dalla loro terra natia per cercare pace e tranquillità in questa Europa o meglio Italia, come un oasi in mezzo al deserto.

Certo è che in queste oasi ormai affollatissime non arrivano solo coloro che hanno sofferto morte, brutture, violenze, tirannia…..giungono anche coloro che erano reietti nel loro paese commettendo atrocità anche in queste oasi.

Posso dire che non c’è razzismo ma diffidenza ed iniziamo a vacillare nell’accoglienza, abbiamo paura che fra queste persone immigrate si nascondano terroristi della peggior specie.

Non possiamo e non dobbiamo respingere che ci chiede rifugio ma è necessario fare controlli accurati affinchè non dicano “bugie” e noi ci ritroviamo poi circondati da persone di cui DIFFIDARE.

C’è chi ricorda e chi preferisce non ricordare e chi non era nato e non può ricordare ma è bene MAI DIMPENTICARE